VENERE

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Il lavoro, come quelli da sempre realizzati da Patrizia Molinari, si basa sul segreto, sull'invisibile e sui corpi astrali ed ancestrali. La grande pietra "trovante" posta a Capocolonna riporta al pianeta Venere e al
nostro senso di stupore e di immobilità di fronte agli antichi corpi celesti. Una luce che risplende dal suo interno richiama Venere vista come una stella più che un pianeta: la stella che per prima compare nel cielo notturno e per ultima sparisce tanto da essere chiamata, al mattino, Lucifero, portatrice di luce.
Per traslato la luce della pietra diventa la luce magica delle stelle, dell'illuminazione e dell'annuncio del nascere del sole. La forma triangolare del "trovante" riporta invece al "triangolo" segno della femminilità ed in questo caso all'interpretazione di Venere come dea dell'amore e della bellezza.

The work, like all the works Patrizia Molinari has always made, is based on the secret, on the invisible and on the astral,ancestral bodies.
The big "erratic" rock placed at Capocolonna brings back to the planet Venus and to our sense of wonder and of immobility when facing the old heavenly bodies. A light shining from the inside recalls Venus seen as a star more than a planet: the star appearing first in the sky at night, and disappearing last, so that it is called, in the morning, Lucifer, bearer of light.
Metaphorically, the light of the rock becomes the magic light of the stars, of enlightenment and of the sunrise announcement. Moreover, the triangular form of the "erratic" recalls the "triangle" as a sign of the feminine and, in this case, the interpretation of Venus as goddess of love and beauty.

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