PLUTONE

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L'opera presentata a Crotone, e più precisamente in località Curmo, rappresenta l'interpretazione personale di Plutone.
Sono molti gli aspetti che coinvolgono questa divinità e molti gli attributi che lo contraddistinguono, ma per rimanere fedele a quella che è oramai da 30 anni la mia ricerca artistica, ho voluto rappresentare Plutone, principalmente per come mi suggestiona. Utilizzo la creta, da sempre, come materiale espressivo e se questo può, alcune volte, limitarne l'uso per sculture all'aperto, ha permesso, invece, in questa occasione di esaltare la bellezza del materiale e la sua pericolosa duttilità.
Plutone è figlio di Titani e di loro ne conserva dimensioni e possanza, ma nella spartizione del mondo con i fratelli Giove e Nettuno a lui è toccato il regno sottostante, la terra, e quindi è adagiato, su di un piano inclinato, in un contatto con l'Ade che è sempre più prossimo.
È suddiviso in parti perché sia il mondo dei titani sia quello dell'Olimpo è ormai passato, distrutto e quello che erano stati vigore e potenza non rimangono che ricordi riscontrabili nei volumi e nelle masse.
Il colore giallo/ocra ricorda il suo nome, anzi il suo attributo, "Pluto" con il quale oggi lo identifichiamo. Gli antichi nel timore di nominarlo lo appellavano Pluto, colui che porta la ricchezza nella terra; ed è quindi alla suggestione di un campo maturo di grano cui mi sono riferito per la pigmentazione superficiale.

The work shown in Crotone, and exactly at Curmo, is the personal interpretation of Pluto.
There are many aspects involving this god and many characteristics distinguishing him, but in order to hold fast to my thirty-year artistic research, I wanted mainly to represent Pluto as he fascinates me. I've always used clay as an expressive material and, at times, it restricts its usage for open-air sculptures. On the contrary, this time it gave me the possibility of exalting the beauty of this material and its dangerous ductility.
Pluto is the son of Titans, thus he keeps their size and powerfulness. But sharing the world with his brothers Jupiter and Neptune, the underworld, the earth, went to him; he is, therefore, lying on an inclined plane, keeping in contact with the closer and closer Hades.
It is divided into parts because both the world of the Titans and the world of the Olympus are now gone by, destroyed, and the strength and the power of the past are nothing but memories that can be found in books and in the crowd.
The yellow ochre colour recalls his name, or rather, his attribute, "Pluto", as he is identified today. The ancients called the awe-inspiring god Pluto, that is the god who brings wealth into the earth; therefore, I made reference to the charm of a ripe wheat field for the pigmentation of its surface.

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