MERCURIO

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L'opera d'arte ispirata al pianeta Mercurio
si concentra sulla verticalità perché in prospettiva con la colonna del Tempio di Hera e il faro alla sua destra e mira a creare un collegamento ideale tra il passato e il presente, tra il sito archeologico e l'arte contemporanea.
Si basa su due elementi altrettanto verticali ma molto più sintetici: è composta da due steli molto alte e sottili di circa cm. 270 di altezza, cm 7 di larghezza, cm 35 di profondità, in ferro smaltato una bianca e l'altra nera, che si stagliano l'una di fronte all'altra di taglio al mare.
La dualità e il contrasto si riferiscono non solo agli elementi verticali in prospettiva, ma anche alla duplicità e al contrasto, che sono caratteristiche peculiari del pianeta Mercurio.
Mercurio infatti essendo il pianeta più vicino al sole e il più veloce tra i pianeti conosce le variazioni di temperatura più estreme del sistema solare, variando da 480° C a – 180° C creando vaste zone ghiacciate nei piani in ombra. Chiamato inoltre Hermes, il messaggero degli dei, Mercurio era riconosciuto dai Greci come stella della sera, mentre veniva chiamato Apollo quando appariva come stella del mattino.
Duplicità, contrasto e verticalità disegnano le due steli taglienti e fredde nella materia, come i crateri di Mercurio, contrastanti nel colore come l'eccentricità del pianeta, incisivi nella forma come indizio di un passato ancora vivo e presente.
Le steli inoltre sono illuminate da un disegno di fari a terra che le circondano descrivendo il segno astrologico di Mercurio e due led blu in cima ad esse che le rendono protagoniste nell'oscurità della sera e ricordano il mondo astrale che ci sovrasta.

The work of art inspired to the planet Mercury is based on verticality, because it is placed in perspective with the column of the Temple of Hera and the lighthouse on its right. It is conceived to create an ideal link between the past and the present, between the archaeological site and contemporary art.
It is based on two elements, being vertical as well, but far more synthetic. It consists of two very high and thin stones – about 270 cm. high, 7 cm wide and 35 cm deep – made in enamelled iron. The two stones – the one white, the other black – stand out, one facing the other, edgeways to the sea. Duality and contrast refer not only to the vertical elements in perspective, but also to doubleness and contrast, that are the peculiar characteristics of the planet Mercury.
Indeed, as Mercury is the nearest planet to the sun and the fastest one, it experiences the most extreme variations of temperature of the solar system, going from 480°C to –180°C, thus creating huge iced zones on the shadowed surfaces.
Mercury was also called Hermes, the messenger of the gods, and was acknowledged by the Greeks as the evening star, while he was called Apollo when it appeared as the morning star.
Doubleness, contrast and verticality design the two stones, sharp and cold in their matter, like the craters of Mercury, contrasting in their colour like the eccentricity of the planet, incisive in their shape as a sign of a still alive and contemporary past.
Moreover, the stones are lighted up by lights surrounding them, designing the astrological sign of Mercury and by two blue led on their top making them the protagonists in the darkness of the night and reminding the astral world overlooking us.

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