» Museo del Mare e dei miti

Il Progetto "Il Museo del Mare e dei Miti" è stato presentato, nel 2003, da un partenariato progettuale composto da Associazione Maggio Crotonese, Provincia di Crotone, Università della Calabria (Dipartimento di filologia), Area Marina Protetta e società di navigazione Nereidi, sul bando del progetto "Sviluppo Sud", per la creazione di distretti culturali, sostenuto dall'ACRI (Associazione Casse di Risparmio Italiane), in particolare dalle Fondazioni bancarie Cassa di risparmio di Padova e Rovigo, Cassa di risparmio di Lucca, Cassa di risparmio di Perugia.

La Provincia di Crotone, divenuta soggetto capofila nel 2007, ha inteso, attraverso il progetto, integrare l'offerta turistica del territorio crotonese con elementi di attrazione per il cosiddetto turismo culturale, in luoghi tradizionalmente fruiti dal turismo balneare, ricchi di interessanti potenzialità sotto l'aspetto della promozione di un nascente distretto culturale.

La prima attività del progetto è consistita nella realizzazione di nove opere d'arte contemporanea raffiguranti i pianeti del sistema solare, dislocate lungo l'area compresa tra Crotone e Le Castella, nella quale coesistono importanti evidenze culturali, storiche, ambientali. La corrispondenza di un pianeta in ogni punto ha avuto come fine quello di porre simbolicamente l'area interessata al centro dello spazio. Gli artisti che hanno lavorato al progetto, di chiara fama nazionale ed internazionale, sono Massimo Uberti, Gloria Pastore, Patrizia Molinari, Claudia Peill, Renato Monachesi, Flavio Favelli, Ferdi Giardini, Fiorella Rizzo, e Antonio Riello.

Conclusa la prima macrofase del progetto, si è passati poi alla realizzazione di un'attività progettuale che ha visto la riproduzione di cinque reperti archeologici da parte di altrettanti artisti/artigiani del nostro territorio. I cinque reperti archeologici sono i cosiddetti "elementi del passato" del progetto che si contrappongono in un certo senso alle opere d'arte contemporanea raffiguranti i pianeti e che permettono di riscoprire la storia e l'identità dei luoghi. I reperti archeologici riprodotti sono Eros e Psiche, il ceppo d'ancora di Phaillos,
un elmo corinzio, un'anfora da trasporto di tipo greco-italico, una placchetta a forma di sirena alata.

Accanto alle riproduzioni dei reperti sono state allestite cinque stazioni multimediali, grazie alle quali il turista/visitatore può consultare una serie di informazioni di carattere storico, culturale e turistico. Delle cinque stazioni multimediali tre sono posizionate all'interno di luoghi con particolare affluenza turistica: la stazione ferroviaria di Crotone, l'aeroporto Sant'Anna di Crotone, il Castello di Le Castella (Isola Capo Rizzuto). Le altre due sono ubicate all'esterno, una nei pressi della sede dell'Area Marina Protetta di Crotone, l'altra presso il Parco archeologico di Capocolonna (Crotone).

Come previsto dal progetto è stato pubblicato il libro Kroton: un mare di miti, raccolta a cura di Tatiana Forte, nella quale sono rappresentati i principali miti ed alcune leggende locali che appartengono alla tradizione del territorio.

Accanto a queste attività il Museo del Mare e dei Miti ha avuto anche una sua parte immateriale, che è consistita nella realizzazione di 4 conferenze aventi ad oggetto i miti e il Mediterraneo. A tenere le conferenze sono stati, Giovanni Sole, docente di Antropologia religiosa dell'Unical; Vito Teti, docente di Etnologia dell'Unical; Predrag Matvejevic, docente di Letterature slave all'università "La Sapienza" di Roma; Alfredo Ruga, archeologo della Soprintendenza archeologica della Calabria. I risultati delle conferenze sono riportati nei relativi "atti", disponibili nella sezione "convegni".

La realizzazione del progetto ha l'obiettivo di realizzare una continuità storico-culturale tra passato e presente con lo sguardo rivolto al futuro. L'idea è quella di evocare il sentimento dell'eternità dinamica di una storia e di una cultura che sono nate nel passato, ma sono bellezza del presente, emozione della moderna ragione, fascino duraturo di un mito che in quei luoghi ha accompagnato la nascita della nostra civiltà e da lì può continuare a parlare agli uomini contemporanei con la creatività dell'arte e la forza di valori che non hanno mai fine.

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