GIOVE

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A rappresentare Giove, nel piazzale della stazione dei treni di "Kroton", si presenta un light box bifacciale e inaspettato: da un lato "Giove" inteso come Mito, luminoso, potente, terribile.
Luminoso perché i neon posti al suo interno ne evidenziano l'aspetto metafisico.
Potente perchè la forza evocativa del bel bronzo di Joan Roan è di indubbia qualità plastica.
Terribile perché un Dio che regola le diatribe fra gli Dei e gli uomini non può essere buono, soprattutto Giove-Zeus, diventato Re dell'Olimpo dopo aver ucciso il Padre.
Dall'altro lato si presenta il "Giove" Pianeta, con i suoi satelliti: sconosciuto, gigantesco, affascinante.
Un'immagine astronomica costruita usando e manipolando immagini della Nasa.
Questo lato siderale, pone una domanda: quale preferire dei due?
Sarebbe meglio nessuno: entrambi sono necessari al sogno, alla non finitezza di noi uomini.

In the railway station square of "Kroton", Jupiter is represented by a two-faced unexpected light box: on one side "Jupiter" considered as a Myth, bright, powerful, awesome. He is bright because the neon lamps placed in the inside highlight his metaphysical aspect; powerful because the evocative power of the beautiful bronze statue by Joan Roan is of a clear plastic quality; awesome because a god settling the diatribes between gods and men can't be good, chiefly Jupiter-Zeus, who became king of the Olympus after having killed his Father.
On the other side there is the Planet "Jupiter", with its satellites: unknown, huge, charming.
It is an astronomic image constructed using and working out some NASA images.
This sideral side arouses a question: which one would you prefer?
Ideally, it would be better none: both of them are necessary to dream, to the infinity of manhood.

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